Varato il nuovo organismo anticorruzione della regione Lombardia. Intervista a uno dei suoi componenti

Nella seduta del 9 luglio scorso il Consiglio regionale della Lombardia, su proposta del presidente Attilio Fontana e della Giunta, ha nominato i nove componenti dell’Organismo Regionale Anti Corruzione (Orac) tra magistrati, militari e professionisti. Incontriamo uno degli autorevoli membri in questa intervista.

L’Organismo è stato istituito con la Legge regionale n. 13 del 2018, sostituendo e riunendo le competenze di Arac, del Comitato controlli e del Comitato per la legalità e la trasparenza. Ha il compito di vigilare sulla trasparenza e la regolarità degli appalti e sulla fase esecutiva dei contratti, di valutare e rafforzare l’efficacia del sistema dei controlli interni oltre che supportare nell’attuazione e nell’aggiornamento dei piani di prevenzione. L’Orac, in base alla legge istitutiva disporrà di una struttura operativa dotata di adeguate risorse umane e strumentali ed opererà in raccordo ed in collaborazione con la Corte dei Conti e con l’Autorità nazionale anticorruzione e potrà avvalersi di tutte le banche dati riguardanti i settori di interesse.

“Rispetto ai precedenti organismi – ha spiegato il presidente della Regione, Attilio Fontana – l’Orac avrà funzioni aggiuntive, come l’indirizzo e il coordinamento del sistema dei controlli interno degli enti del Sistema regionale, oltre al monitoraggio delle procedure di acquisto delle aziende sanitarie, in stretto raccordo con l’Agenzia di controllo del servizio socio-sanitario“. “Un organismo – sempre secondo la dichiarazione del Presidente della Regione – che è patrimonio di tutta la Lombardia e ha la finalità di dotare le nostre istituzioni di uno strumento idoneo al contrasto della corruzione“.

Ecco i nomi dei nove componenti: Giovanni Canzio (presidente), Mario Forchetti, Umberto Fantigrossi, Maurizio Bortoletti, Arturo Soprano, Alessandro Bernasconi e Attilio Iodice. A loro si aggiungono, in base alla legge, i due componenti espressione delle minoranze consiliari, Stefano Bignamini e Marcelli Crivellini.

Risponde alle nostre domande l’Avv. Umberto Fantigrossi, già consigliere d’amministrazione dell’Istituto per la scienza dell’amministrazione pubblica e Presidente dell’Unione nazionale avvocati amministrativisti.

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Cosa significa per Lei essere stato nominato membro dell’Organismo Regionale Anti Corruzione della Lombardia?

Per un avvocato amministrativista essere chiamato ad operare all’interno di una Pubblica amministrazione è insieme un riconoscimento ed un’opportunità. Riconoscimento del valore anche sociale di una specializzazione professionale ancora non molto conosciuta e l’opportunità di conoscere ancora meglio e dall’interno le ragioni della difficoltà di garantire, in ogni occasione, che i pubblici funzionari operino in modo efficiente e corretto.

Qual è il principale obbiettivo che si è prefissato in questo ruolo?

La lotta alla corruzione necessita di un salto di qualità. Occorre prevenire prima ancora che reprimere, il che richiede di ricostruire un sistema efficiente e coordinato di controlli amministrativi senza appesantire eccessivamente l’azione degli uffici. L’Orac è un organo collegiale quindi il primo obiettivo è di realizzare una squadra coesa e capace di avere una strategia efficace e praticabile, in modo da incidere effettivamente sulla realtà del fenomeno che siamo chiamati a contrastare.

Quali pensa siano i temi cogenti che l’Orac dovrà affrontare per primi?

A mio avviso essenzialmente due. Il primo è quello di avere chiaro che il fenomeno della corruzione nella pubblica amministrazione va inteso in senso ampio: è corruzione anche qualsiasi forma di tradimento della missione che ogni pubblico funzionario ha di curare in modo imparziale l’interesse pubblico. Il secondo è quello degli strumenti. L’uso mirato delle banche dati pubbliche ed in genere l’efficienza di tutti gli istituti della trasparenza amministrativa appaiono indispensabili per avere risultati sul piano della prevenzione della corruzione.

 

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