Trenitalia: pendolari e diritti.

Pubblicato: 06 Settembre 2011

Dopo aver goduto, almeno questa è la speranza, delle tanto sospirate ferie estive, l’Italia torna al lavoro, ma non sarà un rientro facile per tutti. I lavoratori e gli studenti pendolari troveranno infatti una situazione priva di miglioramenti, continuando a viaggiare in condizioni poco degne di un paese normale.

In più, alcuni di loro dovranno anche pensare a come risolvere un inedito ma grave problema. Ci riferiamo ai pendolari della linea Civitavecchia-Roma, i quali hanno ricevuto una denuncia da parte di Trenitalia per interruzione di pubblico servizio e di cui avevamo già parlato più volte (vedi qui e qui).

In particolare, il Sindaco di Ladispoli, Crescenzo Paliotta, sta approntando una difesa dei pendolari sotto accusa, cercando di portare, al tavolo della ragionevolezza, Trenitalia, un’azienda che sotto tutti i governi della Repubblica, non ha mai brillato per attenzione nei confronti degli “utenti pendolari”, ritenuti sostanzialmente consumatori di serie B o meno.

E pensare che secondo una ricerca del Censis del 2008, sicuramente attuale anche oggi, i pendolari in Italia sono 13 milioni. Non pochi se si considera che rappresentano il 22,2% della popolazione e con un trend in crescita. Ben 291 mila sono quanti si recano quotidianamente a Roma. Ma evidentemente contano poco per Trenitalia che offre a questo segmento di utenza, non considerata certo “clientela”, un servizio ritenuto assolutamente inadeguato, visto che solo il 14,8% del totale utilizza il treno quale mezzo di trasporto.

Certamente, potrebbe sembrare incomprensibile che un’azienda possa rinunciare deliberatamente a far crescere il numero dei clienti. Ma non è un caso che accada in questo paese, dove può accadere che alla minima protesta si finisca davanti al tribunale, rimediando forse qualche condanna.

Ritenendo quindi che ci si trovi davanti ad un attacco ai diritti elementari dei cittadini consumatori (e non solo italiani) e dei pendolari, abbiamo posto alcune domande a uno dei massimi esperti in questo particolare settore del diritto. Si tratta dell’avvocato Umberto Fantigrossi, un curriculm di alto livello professionale, docente presso l’Università Cattolica di Milano, l’Università Carlo Cattaneo di Castellanza e l’Università degli Studi di Milano per gli insegnamenti di Diritto pubblico dell’economia, Diritto amministrativo, Diritto ambientale, Diritto dell’energia, non dimenticando la formazione continua degli stessi avvocati, relatore al Workshop per Avvocati “Ferrovie e diritti dei pendolari”.

D. Gentile Avvocato Fantigrossi, come lei sa molti pendolari della linea ferroviaria Civitavecchia-Roma sono stati denunciati da Trenitalia per interruzione di pubblico servizio a seguito della protesta del 31 maggio scorso a Ladispoli. Il Sindaco di Ladispoli ha chiesto a Trenitalia di ritirare quella denuncia, perché il treno era fermo da oltre 30 minuti sotto il sole cocente, con porte chiuse, senza aria condizionata e bagni non fruibili. Lei ritiene che la linea del Sindaco sia giustificata e quali consiglio si sente di dargli?

R. Senz’altro il Sindaco ha correttamente deciso di stare dalla parte dei cittadini pendolari e questa azione potrebbe essere ancora più incisiva se volesse offrire l’assistenza legale nel procedimento penale nel malaugurato caso che la denuncia di Trenitalia non venisse subito archiviata.

D. Se lei fosse un pendolare e fosse oggetto di continui disservizi, spazi angusti sul treno, danni economici derivanti da ritardi al lavoro, danni esistenziali con compromissione della propria vita familiare, cosa farebbe (senza rinunciare a fare il pendolare)?

R. Io proprio come pendolare sulla tratta Piacenza-Milano ho citato Trenitalia per i danni esistenziali conseguenti ai disservizi cronici e il Giudice di Pace di Piacenza mi ha dato ragione, condannando il gestore a risarcirmi mille euro (pari al costo di 2 anni dell’abbonamento) oltre al rimborso delle spese legali sostenute. Ora assisto circa 30 pendolari della stessa tratta che hanno fatto la stessa azione.

D. A suo parere, nella nostra legislazione, sono presenti palesi lacune in tema di difesa dei diritti dei consumatori, almeno per quelli dei lavoratori pendolari?

R. Sicuramente manca un’adeguata tutela degli utenti dei servizi ferroviari, perché è in atto una fuga verso un regime privatistico e commerciale dei rapporti che non tiene conto delle esigenze strutturali del pubblico servizio (che sono comuni ad ogni tipo di trasporto ferroviario e che riguardano sia gli orari che le tariffe) e del fatto che i cittadini sono in sostanza i titolari delle infrastrutture (avendole finanziate con la tassazione generale).

Ringraziando il professor Fantigrossi per la disponibilità e la velocità con cui ha risposto alle domande, è possibile trovare non solo nelle sue risposte ma nel suo caso personale la risposta su come i pendolari potranno agire in futuro.

Si può vincere contro Trenitalia. Il Giudice di pace di Piacenza, Luigi Cutaia, come riporta il Corriere della Sera, ha riconosciuto, nellla causa intentata dal professor Fantigrossi, la “violazione delle norme che regolano l’erogazione dei servizi pubblici” e quindi il danno esistenziale.

E’ intuibile come in futuro i pendolari, almeno per quanto attiene la salvaguardia della propria esistenza, dovranno affidarsi alle denunce sistematiche delle violazioni dei diritti dei viaggiatori da parte di Trenitalia, naturalmente con richiesta di risarcimento.

L’importante è che, a cominciare da chi si interessa di informazione, non si dimentichi che, come ricorda l’avvocato Fantigrossi, “i disservizi vanno a incidere su valori protetti dalla Carta costituzionale”.


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