Illegittima la privativa delle fotografie alle lauree

Pubblicato: 01 Gennaio 2014

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Milano/Sezione%201/2013/201300614/Provvedimenti/201303000_01.XML

Il Tar di Milano, accogliendo il ricorso di un gruppo di fotografi, ha annullato la gara indetta dall’ateneo di Pavia per l’affidamento, in esclusiva ad un unico operatore, dei servizi fotografici delle sedute di laurea. La decisione (n. 3000 del 30 dicembre 2013 della Sezione prima, presidente Mariuzzo, estensore Simeoli) si segnala positivamente anzitutto per la rapidità del tempi del processo, avviato nel marzo del 2013 e nell’ambito della quale era stata già assunta una decisione cautelare favorevole ai ricorrenti (Ordinanza n. 380/2013). L’università aveva ritenuto di dover procedere ad un bando con l’indicazione di requisiti particolarmente restrittivi e comunque finalizzati a consentire di scegliere un solo fotografo cui fosse consentito di effettuare i servizi fotografici delle sedute di laurea. Ciò sulla base del metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, rappresentata dal contributo che l’operatore avrebbe versato all’ateneo e al prezzo offerto ai laureandi. Tale scelta veniva giustificata dall’elevata conflittualità che aveva caratterizzato un precedente sistema di accreditamento di una pluralità di fotografi (57) e dalla affermata conformità di una procedura comunque selettiva (c.d. “per il mercato”) con i principi della concorrenza. Il Tar ha invece ritenuto che tale scelta sia in contraddizione “con le linee delle riforme che, nel corso degli ultimi anni, hanno ridisegnato il rapporto fra la pubblica amministrazione e sfera economico-sociale, riforme esecutive di una precisa direttiva di politica economica di ascendenza europea”. E se a livello della nostra costituzione, anche dopo la riforma costituzionale del 2001, ad avviso dei giudici milanesi, non si è accompagnata una chiara definizione, sul piano della gerarchia dei valori, delle ragioni e degli scopi della concorrenza come bene da tutelare, ben più definito è l’indirizzo che si ricava sul versante europeo. Qui opera, anzitutto, il principio dell’economia di mercato aperta ed in libera concorrenza, il quale impone agli ordinamenti nazionali di predisporre un ambiente giuridico propizio alla competizione. Ove sussistano altri valori collocati dalle fonti comunitarie in una posizione di preminenza che giustifichino interventi conformativi dell’attività economica finalizzati a salvaguardarli, ciò deve avvenire nel rispetto del canone di proporzionalità, quindi scegliendo, tra i mezzi astrattamente possibili, quello meno invasivo della libertà d’impresa. Applicando questa impostazione al caso dei fotografi nelle università, la misura della privativa è stata giudicata lesiva del canone della proporzionalità, potendo le esigenze di sicurezza ed ordine perseguite efficacemente con meccanismi alternativi, come il previo accreditamento dei fotografi autorizzati all’ingresso. Una conclusione cui non si può non aderire.

Umberto Fantigrossi

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