Agenzia del Territorio poco concorrente

Pubblicato: 06 Settembre 2011

Danni antitrust: condannata per la prima volta l’Agenzia del Territorio. Per la prima volta nel nostro paese un’agenzia dello Stato risarcisce un gruppo di imprese private operanti nel settore delle informazioni immobiliari per i danni subiti per abuso di posizione dominante. Sono infatti state corrisposte nei giorni scorsi le somme (circa 700 mila euro) delle condanne inflitte all’Agenzia del territorio dalla Corte d’appello di Torino, con le sentenze n. 218 e 219 di quest’anno che hanno accolto le domande risarcitorie proposte per invocare l’applicazione della disciplina nazionale antitrust e della Direttiva europea in materia di riutilizzo delle informazioni del settore pubblico. In particolare nel mirino dei giudici torinesi è finita l’applicazione della disciplina legislativa del settore contenuta nella legge finanziaria del 2005, che prevedeva per il riutilizzo dei dati delle conservatorie dei registri immobiliari e del catasto, l’obbligo di convenzionarsi con l’Agenzia del territorio e la corresponsione dei diritti per ogni atto di riutilizzo. Le imprese interessate si erano viste così bloccare di fatto l’attività ed avevano intimato all’Agenzia di disapplicare quelle disposizioni, dando prevalenza alla normativa comunitaria. A fronte di un diniego si erano rivolte, con il coordinamento della loro associazione Acif e l’assistenza dello Studio legale Fantigrossi di Milano, alla Corte d’appello che ha prima disposto in via cautelare il mantenimento della disciplina previgente e poi, con le due sentenze di quest’anno, disposto la mega sanzione pecuniaria a favore delle sei imprese. L’interesse per la decisione risiede anche nella soluzione di importanti questioni di diritto circa la natura di impresa in senso comunitario dell’autorità preposta alla gestione dei dati e la sussistenza di precisi, conseguenti, doveri a suo carico circa il mantenimento del livello di concorrenzialità del mercato a valle del servizio pubblico. L’Avvocatura dello stato ha già proposto ricorso in Cassazione e quindi spetterà alla Suprema corte dire l’ultima parola sulla sanzione. Le imprese confidano però nell’influenza che potrà giocare a loro favore la posizione già espressa dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato e dalla Commissione europea: entrambe le istituzioni si sono infatti espresse per la piena applicazione al settore dei principi proconcorrenziali. 

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