2007: NE’ CON BERSANI NE’ CON LA CATTIVA AVVOCATURA

Pubblicato: 27 Giugno 2007

NE’ CON BERSANI NE’ CON LA CATTIVA AVVOCATURA Con alcune picconate inferte nel corso della scorsa estate il Governo ed in particolare il Ministro delle attività produttive On. Bersani hanno dichiarato di voler tutelare il consumatore nei confronti degli avvocati e di voler applicare le regole della concorrenza a questo particolare settore professionale. Alla prima immediata reazione degli interessati incentrata sul metodo (decretazione d’urgenza, mancata previa concertazione) il Ministro ha subito risposto che in questi campi prima si deve decidere e poi si può discutere e comunque ha fatto presente che gli avvocati sono l’unica categoria che se sciopera non perde nulla, perché a perdere sono sempre i poveri clienti. Un atteggiamento così ideologicamente orientato in senso negativo verso l’avvocatura ha fatto alzare i toni della protesta, la quale però è apparsa in qualche modo debole sul piano della proposta, risultando agli occhi dell’opinione pubblica più una difesa corporativa (così dando maggior credito alle posizioni del ministro) che una legittima pretesa di un approccio riformatore più istituzionalmente corretto e più approfondito sul piano dei contenuti. Volendo essere equilibrati non ci si può nascondere dietro un dito: i mali dell’avvocatura italiana stanno anche nella sua incapacità di ben esercitare la propria ampia autonomia. Questa può essere rivendicata solo al prezzo di un’assoluta intransigenza nel combattere il “marcio” di casa nostra: lo scarso aggiornamento dell’avvocato medio, la scarsa propensione replica watches uk al rispetto della deontologia e all’esercizio effettivo e severo della potestà disciplinare, le tariffe alte, la divisione tra fazioni e correnti, l’uso a volte personalistico delle cariche associative e di quelle all’interno dei Consigli dell’Ordine. Quello che servirebbe oggi è la capacità di concepire e proporre al paese una radicale riforma della professione di avvocato che la renda adeguata ai tempi e che applichi ad essa i principi della concorrenza (non si può negare che oggi l’avvocato sia anche un imprenditore ed il suo studio anche un’impresa) , salvaguardandone però le caratteristiche peculiari ed in primo luogo l’indipendenza ed il carattere personale e fiduciario del rapporto con il cliente. Un tale disegno non potrebbe non essere condiviso replica watches uk da questo Governo e dall’On. Bersani, perché se così non fosse verrebbero a trovare conferma quei sospetti, da taluno avanzati, che a muovere la battaglia delle liberalizzazioni, almeno in questo campo, non sia altro che la volontà di alcuni settori dell’economia di entrare nel settore delle professioni, con la forza del capitale e dando vita ad un nuovo assetto del relativo mercato, questo sì molto meno concorrenziale di prima e dominato da pochi grandi soggetti. Il che francamente sarebbe alquanto paradossale per un Ministro che si è fatto le ossa politicamente proprio avversando il “capitale”. Umberto Fantigrossi Milano – 2.2.2007

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